|
UROFLUSSOMETRIA
L'uroflussometria (UFM) è la rappresentazione grafica dell'atto minzionale su due coordinate cartesiane (tempo-volume). Misura cioè la velocità (in ml al secondo) con cui esce l’urina durante la minzione volontaria.
E' il test urodinamico più comunemente eseguito e più facilmente ripetibile in quanto non invasivo. Infatti, per eseguire il test il soggetto viene lasciato solo (per evitare inibizioni) e deve indirizzare il getto dell’urina in un’apparecchiatura computerizzata (uroflussometro) ad imbuto che assomiglia ad una normale toilette, la quale registra e memorizza elettronicamente le caratteristiche di quella minzione sia sotto forma di grafico che numerica.
Il flusso urinario è la risultante di numerose variabili interdipendenti: volume vescicale, pressione detrusoriale, resistenze uretrali, impegno del torchio addominale, proprietà contrattile del detrusore, stato psicologico della paziente, età, ecc. (Artibani, 1992).
L' utilità dell'UFM è indubbia, qualora vengano rispettati i seguenti
criteri:
a) volume mitto superiore a mL 150-200 mL;
b) plurime registrazioni (almeno due, soprattutto nel caso che la prima
misurazione dia risultati patologici o dubbi;
c) utilizzo di una correlazione del flusso massimo con il volume mitto,
avvalendosi di uno dei nomogrammi disponibili, quale quello di Siroky
(1979), o di Liverpool (Haylen et al, 1989).
I parametri da valutare, in accordo alla standardizzazione
dell'International Continence Society (ICS) (Abrams et al, 2002), sono:
- tempo di flusso (tempo durante il quale avviene la minzione);
- flusso massimo (espresso in mL/sec, è il valore più alto misurato);
- tempo di flusso massimo (tempo che intercorre fra l'inizio del flusso e il
flusso massimo);
- volume mitto (volume totale emesso durante l'intero processo
minzionale;
- morfologia del tracciato (flusso continuo, ondulante o intermittente).
Tutti i parametri della UFM vanno sempre riferiti all'età e al volume vuotato o, più correttamente, al volume vescicale (dato dalla somma del volume vuotato e dell'eventuale residuo vescicale post-minzionale).
Secondo le regole della corretta pratica urodinamica dell’ICS (Schäfer, 2002), il residuo post-minzionale va sempre misurato e riportato nel referto unitamente al volume urinato e al flusso massimo, secondo lo schema:
Volume Urinato/Qmax/Residuo p.m.
Il metodo di valutazione ottimale del residuo è quello con ultrasuoni, o con un ecografo tradizionale o con apparecchi specifici (Fig. XX).
La curva di flusso normale è funzione dall'attività detrusoriale e della resistenza uretrale.
Un tracciato normale ha la forma di una campana, con il flusso massimo che viene raggiunto in 3-5 secondi e con il tempo di flusso massimo inferiore a 1/3 del tempo di flusso totale.
Un flusso sostenuto (al di sopra di 20 mL/sec) e regolare testimonia generalmente, ma non necessariamente, una buona contrazione vescicale.
L'irregolarità del tracciato può essere dovuta all’impiego del torchio addominale, il più delle volte espressione di una ipoattività detrusoriale o a una dissinergia vescico-sfinterica.
Un flusso basso a sua volta è secondario o a una vescica acontrattile o ipoattività detrusoriale (neurogena, miogena, idiopatica) oppure a un'ostruzione cervico-uretrale (organica o funzionale). Un flusso massimo abnormemente alto (e raggiunto in pochi secondi) è tipico delle donne affette da incontinenza da sforzo, in cui è presente una ridotta resistenza dei meccanismi di chiusura uretrale.
Le indicazioni dell'UFM sono ampie, includendo fra esse le finalità di screening e di follow up.
L'utilità clinica del test è direttamente proporzionale alle condizioni in cui viene eseguito e alla collaborazione del/della paziente; adeguatamente interpretata l'UFM consente di distinguere una minzione normale da una patologica. Peraltro, per documentare che quest’ultima è dovuta ad una ostruzione cervico-uretrale o ad un deficit di contrattilità detrusoriale, è necessario far ricorso ad un test urodinamico invasivo (studio pressione-flusso). Come per gli altri test urodinamici, anche il risultato della UFM deve essere sempre interpretato in relazione al quadro clinico.
Figura XX. Bladderscan®, apparecchio ad ultrasuoni specifico per la misurazione
del residuo post-minzionale.
Ultimo aggiornamento il : 15/09/2008
Per ulteriori chiarimenti si puo scrivere al Prof. Francesco Pesce:
|