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ECOGRAFIA APPARATO URINARIO
L’ecografia è la tecnica di indagine di prima istanza nello studio dell’apparato urinario nei pazienti con malattie neurourologiche. È una metodica non invasiva, indolore e priva di effetti collaterali che non richiede l’utilizzo di mezzi di contrasto o radiazioni ionizzanti. È l’esame di scelta nei pazienti con allergia ai mezzi di contrasto o i cui reni sono danneggiati non siano in grado di filtrare il mezzo di contrasto.
Lo studio dei reni e della vescica avviene mediante sonde a bassa frequenza (3.5-5 MHz).
Tramite l’ecografia è possibile misurare le dimensioni dei singoli reni, studiarne la posizione e morfologia, lo spessore parenchimale e il rapporto cortico-midollare. L’ecografia renale è un esame fondamentale per distinguere le strutture a contenuto liquido (cisti renale) dalle masse solide fino ad una risoluzione di 2 cm con un’accuratezza del 98% (Fig. 1).
Fig. 1. Piccole cisti renali (a sinistra); piccola neoplasia renale (freccia) a destra
E’ particolarmente utile nello studio dell’idroureteronefrosi e nella diagnosi di calcoli radiopachi e radiotrasparenti, che appaiono come strutture iperecogene dotate di cono d’ombra posteriore (Fig. 2), caratteristica tipica delle strutture dense non attraversabili dal fascio di ultrasuoni. L’ecografia vescicale viene utilizzata per la diagnosi di neoformazioni, diverticoli o calcolosi vescicale e per la valutazione del residuo post-minzionale.
Fig. 2. Grosso calcolo renale a stampo (a sinistra). Idronefrosi del rene destro (a destra)
Esistono tuttavia numerosi limiti a questa metodica, quali la presenza di barriere anatomiche (contenuto intestinale, strutture ossee) al passaggio degli ultrasuoni; la vescica viene adeguatamente indagata con questa tecnica solo se adeguatamente repleta. Gli ureteri non sono esplorabili se non nel tratto prossimale e iuxtavescicale quando sono dilatati. Infine è una metodica la cui accuratezza diagnostica è strettamente correlata alla capacità ed esperienza dell’operatore e alle caratteristiche dell’apparecchio.
L’utilizzo dell’ecografia tradizionale è stato ulteriormente amplificato grazie all’applicazione del color Doppler, che permette i visualizzare con il colore la vascolarizzazione di un organo e, con il Doppler, il tipo di flusso sanguigno del medesimo distretto. A livello renale può essere possibile studiare la vascolarizzazione dell’organo e le patologie ad essa correlate (stenosi dell’arteria renale).
Ultimo aggiornamento il : 15/09/2008
Per ulteriori chiarimenti si puo scrivere al Prof. Francesco Pesce:
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